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La sindrome di Klinefelter

Sindrome di Klinefelter

Fu il medico statunitense Harry F. Klinefelter ad individuare questa rara malattia nel 1942. La causa di questa patologia fu però scoperta molti anni più tardi quando fu possibile identificare la presenza di un cromosoma in più nella coppia dei cromosomi sessuali, il cui numero è di 47 invece dei normali 46. Per come avevano scoperto nel 1956 due ricercatori, Tjio e Levan i quali dimostrarono che nella specie umana i cromosomi sono 46 suddivisi in 23 coppie di cui 22 paia sono chiamate autosomi e si riferiscono ai cromosomi somatici, mentre gli altri sono chiamati eterocromosomi e riguardano i cromosomi sessuali XX e XY.


La Sindrome di Klinefelter è causata dalla presenza di un cromosoma supplementare X. I cromosomi sono elementi portanti di DNA, il materiale ereditario. I cromosomi sono visibili sotto un microscopio chiaro ordinario. Gli uomini e le donne hanno solitamente 2 cromosomi sessuali. Le donne ereditano 2 cromosomi di X, uno da ogni genitore. Gli uomini ereditano un cromosoma di X dalla loro madre e un cromosoma di Y dal loro padre. I maschi con la Sindrome di Klinefelter hanno solitamente un cromosoma supplementare di X per un totale di tre cromosomi sessuali – due cromosomi di X ed un cromosoma di Y.

XXY è causato da un incidente biologico durante la meiosi. La meiosi è una divisione cellulare al termine della quale le due cellule figlie hanno un numero di cromosomi pari alla metà di quelli posseduti dalla cellula madre. In questo processo, i 46 cromosomi nella cellula si dividono per fare due nuove cellule con 23 cromosomi ciascuno. Prima che la meiosi sia completata, tuttavia, i cromosomi si accoppiano con i loro cromosomi corrispondenti e scambiano materiale genetico. Nelle femmine i cromosomi di X di ogni genitore si accoppiano e nei maschi i cromosomi di Y e di X si accoppiano. Dopo lo scambio, i cromosomi si separano e la meiosi continua. In alcuni casi, i due cromosomi di X o i cromosomi di Y e di X non riescono ad accoppiarsi ed a scambiare il materiale genetico. Occasionalmente, questo provoca il loro muoversi indipendentemente verso la stessa cellula, producendo un uovo con due X o uno sperma che ha sia una X che un cromosoma di Y. Quando uno sperma che ha sia una X che un cromosoma di Y fertilizza un uovo che ha un singolo cromosoma di X, o uno sperma normale che sopporta un cromosoma di Y fertilizza un uovo che ha due cromosomi di X, viene concepito un maschio di XXY.

Nel 50% dei casi il cromosoma supplementare proviene dal padre e gli altri 50% dei casi viene dalla madre.

La Sindrome di Klinefelter è una malattia “rara”. Agli inizi degli anni ’70, è stato trovato che il XXY era una delle anomalie cromosomiche più comuni con una frequenza di 1 su 500 nascite.

Anche se XXY è comune, la sindrome in sé - l’insieme i segni e sintomi che possono derivare da avere il cromosoma supplementare - è abbastanza rara. Molti uomini con XXY vivono le loro vite senza mai sospettare di avere un cromosoma supplementare. Per questo motivo, alcuni esperti preferiscono descrivere i ragazzi ed uomini con il cromosoma supplementare come “i maschi di XXY” piuttosto che maschi con sindrome di Klinefelter.

Oltre che l’ingrandimento occasionale del seno, la mancanza di barba e un arrotondato dei fianchi, i maschi di XXY hanno più probabilità di altri maschi di essere di peso eccessivo e tendono ad essere più alti dei loro padri e fratelli.

Ci può essere in qualche caso un problema più serio è spesso sottovalutato: anche se i maschi di XXY solitamente non sono ritardati mentalmente, ci può essere talvolta una difficoltà verbale. In questo caso i bambini imparano a parlare molto più tardi rispetto ai coetanei e possono avere difficoltà ad imparare a leggere ed a scrivere.

Se non trattate da un logopedista, queste difficoltà verbali possono col tempo causare dei problemi dal punto di vista psicologico (carenza d’autostima). Da una recente ricerca correlata a difficoltà di linguaggio, inoltre, si è potuto osservare che in soggetti con Sindrome di Klinefelter non trattati dal punto di vista logopedico si è verificato una riduzione della materia grigia nel lobo sinistro temporale (articles by Patwardhan. A.j. Reiss Department of Psychiatry and Behavioral Sciences, Stanford University School of Medicine Stanford Pubmed citation). Fortunatamente, queste disabilità verbali possono essere compensate. Le probabilità di successo sono più grandi se il trattamento per la difficoltà verbali è cominciato nell’infanzia.

Uno studio dei cromosomi della persona è fatto per fare la diagnosi di XXY. La prova comunemente è denominata karyotype (una disposizione standard dei cromosomi).
Poiché non sembrano affatto differenti da chiunque altro molti uomini XXY non sanno di avere un cromosoma supplementare. Tuttavia una diagnosi si può fare prima della nascita, nella prima infanzia, adolescenza, o nell’età adulta (come conseguenza della prova a sterilità).

• Diagnosi prima della nascita: negli ultimi anni, molti maschi di XXY sono stati diagnosticati prima della nascita con l’amniocentesi o il campione chorionic del villo (CVS). Nell’amniocentesi si preleva un campione del fluido amniotico che contiene il feto. Le cellule fetali nel liquido poi sono esaminate per le anomalie cromosomiche. CVS è simile all’amniocentesi, salvo che le cellule fetali necessarie per l’esame sono prese dalla placenta. Né l’una né l’altra procedura viene eseguita ordinariamente a meno che non ci siano, in famiglia, casi precedenti di difetti genetici o che la donna incinta abbia un’età superiore ai 35 anni, o quando altre indicazioni mediche sono presenti.

• Diagnosi nella prima Infanzia: l’occasione più probabile per la diagnosi è quando il bambino comincia la scuola. Un medico può sospettare che un bambino possa avere la Sindrome di Klinefelter se nota difficoltà nell’imparare a comunicare e se presenta difficoltà con lettura e scrittura. I bambini XXY possono anche avere un atteggiamento timido e passivo; tuttavia molti bambini hanno queste caratteristiche pur non avendo la sindrome XXY.

• Diagnosi nell’adolescenza: i ragazzi XXY possono essere diagnosticati durante l’adolescenza, o lo uno sviluppo del seno o se si riscontra una dimensione più piccola dei testicoli . Come alcuni maschi cromosomicamente normali, molti maschi di XXY subiscono l’ingrandimento leggero del seno durante la pubertà. Tra questi, soltanto una frazione dei maschi di XXY sviluppa i seni abbastanza grandi da richiedere una correzione chirurgica.

• Diagnosi in età adulta: una diagnosi di XXY nell’età adulta è solitamente il risultato di un’indagine sulla sterilità maschile. Attualmente, un medico esaminante può notare i testicoli piccoli che sono caratteristici di un maschio di XXY. Oltre che le prove di sterilità, il medico può ordinare le prove per rilevare i livelli aumentati degli ormoni conosciuti come i gonadotropine, che sono comuni nei maschi di XXY.

• Una scuola di pensiero sostiene che sia meglio non dire nel primo anno di vita a nessuno, nonni inclusi, del cromosoma supplementare del bambino. L’idea è che alcuni influenzati dalla diagnosi e dai i timori personali modificheranno le loro percezioni del bambino. Per esempio alcuni potranno confondere la Sindrome di Klinefelter con la Sindrome di Down (uno stato cromosomico differente che è associato con ritardo mentale).

• La scuola di pensiero più recente sostiene che bisogna condividere presto la notizia della diagnosi. Alcuni genitori hanno riscontrato che i nonni, le zie, gli zii e la famiglia può essere più di appoggio quando sono fornite loro le informazioni esatte.

Un’altra decisione importante per i genitori è quando dire al loro figlio della sua diagnosi. Alcuni esperti suggeriscono di dire al bambino presto la verità. Quando la verità è nascosta i bambini sospettano che i loro genitori stanno nascondendo qualcosa e possono immaginare di avere un problema più grosso rispetto alla loro diagnosi reale. Questa scuola di pensiero afferma che all’ età di 10 o 11 anni, al bambino si può dire che le sue cellule differiscono un po’ da quelle degli altri. Dopo gli si possono dire i particolari: che la differenza delle cellule è dovuta ad un cromosoma supplementare di X, che è responsabile dei suoi testicoli troppo piccoli e di tutte le difficoltà della lettura che lui può avere. Il bambino può essere rassicurato sul fatto che non è malato e non si ammalerà in futuro. Al bambino dovrebbe dirsi anche che alcune persone possono non comprendere queste informazioni e che dovrebbe essere discreto nel dire questo a persone estranee.

A 12 anni circa secondo la maturità raggiunta dal ragazzo, gli si può dire che probabilmente sarà infertile. I genitori dovrebbero spiegargli che né il cromosoma di X né la sterilità fa di lui una persona diversa rispetto agli altri uomini e che questo non pregiudicherà il suo essere virile. Il medico del bambino ed i genitori possono spiegare che anche se non può biologicamente generare un bambino, può studiare la possibilità di adottarne uno. I genitori possono anche avere bisogno di rassicurare un ragazzo XXY che i suoi piccoli testicoli in nessun modo interferiranno con la sua capacità di avere una vita sessuale normale.

Gli aderenti di questa scuola di pensiero credono che, sapere della sterilità in modo graduale, sia meno traumatico che sapere tutto insieme una volta adulto. Per contro, altri esperti credono che nascondere le informazioni non sembra fare alcun danno. Invece, dire ad un ragazzo di XXY circa il suo cromosoma supplementare troppo presto può avere alcune conseguenze sgradevoli; ad 11 o 12 anni, per esempio, possono associare la sterilità con i disordini sessuali ed altri concetti che non può ancora capire.
Inoltre, i bambini, tendono a condividere i segreti con gli amici. Le amicizie d’infanzia possono essere momentanee e le confidenze iniziali a volte sono divulgate. Un bambino cattivo può dire a tutti i bambini delle vicinanze che il suo ex compagno è un “diverso” perché ha un cromosoma supplementare. Per questi motivi, alcuni esperti credono che il momento migliore di rivelare le informazioni possa essere nella tarda adolescenza, quando un ragazzo XXY è abbastanza grande da capire il suo stato ed in grado di decidere con chi desidera condividere la conoscenza del suo stato.

I bambini XXY non differiscono dai coetanei. I bambini XXY possono avere un ritardo nell’imparare a parlare. Il ritardo per alcuni ragazzi può essere maggiore; alcuni non imparano a comunicare fino all’età di 5 anni. Altri, tuttavia, possono imparare a parlare all’età giusta e non incontrano alcuna difficoltà fino all’inizio della scuola dove possono avere problemi nell’imparare a leggere.

I maschi di XXY possono avere difficoltà nell’esprimersi – nel qual caso non hanno la capacità di comunicare pensieri, idee ed emozioni con le parole. Non trovano invece difficoltoso capire il senso di ciò che gli viene detto. Talora i bambini XXY, come altri bambini con disabilità verbali, hanno bisogno dell’aiuto di logopedisti. La lingua è essenziale non soltanto per imparare il programma di studi della scuola, ma anche per costruire i rapporti sociali. Comunicando ed ascoltando, i bambini fanno amicizia, apprendono informazioni. Con l’uso della parola, inoltre imparano come comportarsi non solo nell’aula scolastica, ma anche nell’ambito del gioco. Se l’inabilità nell’uso del linguaggio dei loro figli è d’impedimento alla socializzazione con i compagni, i genitori dei ragazzi XXY dovrebbero chiedere che, nell’ambito della scuola, si svolga un programma di formazione delle abilità sociali.

I ragazzi XXY tendono a mantenere un atteggiamento infantile. Nel gruppo, sono timidi, in qualche modo passivi e non hanno la tendenza ad assumere un ruolo di comando. Anche se fanno amicizia con altri bambini, riescono ad avere soltanto alcuni amici per volta. Comunque sono desiderosi di crearsi delle amicizie.

I genitori dei bambini XXY possono compensare l’inabilità di lingua dei loro bambini fornendo loro l’aiuto di un logopedista gia da piccoli. Tuttavia, non c’è una formula unica che risolva i difetti del linguaggio di tutti i ragazzi XXY. Come tutti noi anche i maschi XXY sono individui unici. Se i genitori notano un ritardo dovrebbero chiedere conferma del loro sospetto al pediatra del loro bambino e successivamente rivolgersi ad un logopedista per verificare la causa del problema. Un patologo del linguaggio si specializza nei disordini della voce, del discorso e della lingua.

I genitori dovrebbero anche prestare particolare attenzione all’udito dei loro bambini. Come tanti bambini, gli infanti XXY possono soffrire di frequenti infezioni dell’orecchio. Tali infezioni possono alterare l’udito e, di fatto, ritardare l’acquisizione della lingua. Un indebolimento dell’udito può causare una battuta d’arresto ulteriore per un bambino XXY che già sta avendo difficoltà di lingua.

Subito dopo il primo compleanno, i bambini dovrebbero poter comunicare i loro desideri utilizzando semplicemente una sola parola per esempio, un bambino può dire “il latte” per comunicare che “desidera più latte”. Gradualmente, i bambini cominciano ad unire le parole per produrre le frasi. Dall’età di tre anni in poi, la maggior parte dei bambini usano una media di circa quattro parole per frase. Se il vostro bambino non sta comunicando efficacemente con le parole singole entro 18 – 24 mesi, allora dovreste consultare un logopedista.

Anche se ci sono eccezioni, i ragazzi di XXY hanno solitamente un buon comportamento nell’aula. La maggior parte sono piuttosto timidi, calmi e desiderosi di compiacere l’insegnante. Ma se gli vengono proposti compiti troppo difficili questi ragazzi tendono ad estraniarsi. Gli insegnanti a volte non riescono a realizzare che ci possono essere problemi nell’apprendimento dovuti a difficoltà in alcuni processi esecutivi e di memoria di lavoro e tendono a considerare questi ragazzi svogliati e pigri. La conseguenza è che questo pregiudica un apprendimento uguale a quello dei coetanei. Pur avendo, questi ragazzi, un discreto potenziale, possono arrivare ad essere considerati “ritardati” perché, a causa della mancanza di un valido supporto, non riescono ad acquisire nozioni adeguate alla loro età.

I ragazzi di XXY dovrebbero essere inseriti in classi poco numerose dove gli insegnanti possono prestare loro un’attenzione maggiore. I genitori, che possono addossarsi le spese, possono pensare alla possibilità di iscrivere i loro figli ad una scuola che possa offrire servizi educativi speciali. I genitori che non possono permettersi le scuole private dovrebbero consultare i decreti legge che regolano la formazione scolastica dei portatori di handicap. Questa legge dichiara che tutti i bambini con le inabilità hanno diritto ad una formazione nell’ambito della scuola pubblica adeguata alle loro esigenze. La legge non può accertarsi che ogni bambino che ha bisogno dei servizi educativi speciali li ottenga automaticamente. La legge permette che i genitori agiscano quando sospettano che il loro bambino abbia un’inabilità ad imparare. Le probabilità di successo sono maggiori per i genitori che s’informano e lavorano in cooperazione con la scuola, per progettare i programmi educativi per i loro figli.

Poiché i bambini XXY hanno difficoltà a ricordare le cose che vengono loro dette, i genitori e gli insegnanti possono aiutarli a ricordare stimolando la memoria visiva: illustrare le parole con le immagini può aiutare. La gestualità è un’altra tecnica utile. Per esempio, un insegnante potrebbe accompagnare la parola “sì” con un cenno del capo. Similmente, agitare la testa da lato all’altro è il gesto universale per dire “no”. Altri gesti utili includono l’ondeggiamento della mano nel dire arrivederci, mostrare al bambino il palmo della mano per indicare “l’arresto”, e tenere le braccia larghe per significare “così grande.”

I bambini XXY hanno frequentemente difficoltà a trovare la giusta parola per descrivere un oggetto o una situazione. I genitori e gli insegnanti possono aiutarli a sviluppare il vocabolario con una varietà di tecniche: insegnare loro sinonimi (es. automobile può essere denominata auto, veicolo, automezzo ecc). Un altro mezzo importante di istruzione consiste nella categorizzazione (indicando al bambino che una cosa appartiene ad una grande categoria che comprende vari oggetti). Con questa tecnica, un bambino può imparare che automobili, bus, camion e biciclette fanno parte della categoria dei veicoli, macchine che trasportano la gente e le cose da un posto all’altro.

Poiché i bambini XXY hanno difficoltà ad esprimersi, possono far male i compiti di verifica che richiedono l’esposizione di un argomento. Le risposte multiple tipo quiz possono dare agli insegnanti un’idea migliore di cosa il bambino XXY ha imparato. Similmente, piuttosto che imporre un tipo di lavoro è preferibile coinvolgerli nella pianificazione attiva dei compiti da svolgere presentando delle alternative: Invece di chiedere “che cosa gradisci fare ora?” possono dare una possibilità di scelta: “vuoi lavorare alla ortografia o preferisci fare matematica?”

I genitori e gli insegnanti aiutano i bambini XXY a sviluppare la capacità di esprimersi con il dialogo, sollecitandoli nella conversazione con una serie di domande. La stessa tecnica può essere usata per aiutare il bambino a sviluppare le sue abilità narrative. Per esempio, un genitore potrebbe cominciare a chiedere ad un bambino che cosa ha fatto durante il giorno e sollecitandolo con le domande spingere il bambino a parlare delle sue attività: “siete andati giù dallo scivolo? Eravate impauriti quando siete arrivati in cima alla scaletta? Allora che cosa avete fatto? Siete andati sull’altalena? Chi si è seduto sull’altra estremità?”

I genitori possono anche aiutare i bambini XXY a sviluppare semplicemente le loro abilità espressive fornendo buoni esempi. Con una tecnica chiamata “emulazione”, possono contribuire ad organizzare i pensieri dei loro bambini ed a fornire loro gli esempi di come esprimersi. Per esempio, se un bambino piccolo indica che desidera un’autopompa antincendio giocattolo indicando col gesto, il genitore può indicare il gioco dicendo: “questa è un’autopompa antincendio”. Similmente, se un bambino più grande chiede “dobbiamo mettere i frutti nella cosa?” il genitore potrebbe rispondere “sì, noi stiamo andando a mettere gli aranci nel carrello della spesa”.

La ricerca indica che i ragazzi XXY, possono rendere poco in una situazione autonoma di gestione dell’aula e sembrano preferire un ambiente strutturato e strettamente organizzato secondo regole predefinite. Gli insegnanti possono ridurre il livello di distrazione per questi allievi disponendoli nei posti anteriori della fila. Gli insegnanti inoltre dovrebbero presentare lentamente le informazioni e ripetere i punti chiave parecchie volte, se necessario. Ai ragazzi di XXY non dovrebbero essere dati compiti che hanno molti piccoli punti. Piuttosto, ogni punto dovrebbe essere presentato individualmente.

I ragazzi di XXY possono tirarsi indietro se messi di fronte ad un compito che risulta essere al di sopra delle loro capacità. è questa una forma di autodifesa per proteggersi dalla consapevolezza di avere delle difficoltà, dal punto di vista cognitivo, che da solo non riesce a superare. Questa consapevolezza può portare a forme estreme di insicurezza. Un insegnante o un genitore, dovrebbe riguadagnare con dolcezza, l’attenzione del bambino ed aiutarlo a concentrarsi di nuovo ripresentandogli il compito in una forma più semplice. Similmente, i ragazzi di XXY possono avere difficoltà a mettere un’operazione da parte per concentrarsi su altro.

In generale, i ragazzi XXY iniziano normalmente il periodo puberale senza subire ritardi nello sviluppo della maturità fisica. Mentre la pubertà progredisce, non riescono a stare al passo con gli altri maschi. Nei ragazzi cromosomicamente normali i testicoli gradualmente aumentano di formato, da un volume iniziale di circa 2 ml, a circa 15 ml. Nei maschi XXY, il pene è solitamente del formato normale mentre i testicoli rimangono a 2 ml e non possono produrre le quantità sufficienti dell’ormone maschile: il testosterone. Ne consegue che molti adolescenti XXY, anche se più alti della media, non possono essere forti come altri adolescenti e possono avere scarsa produzione pilifera sul corpo e poca barba.

Quando entrano nella pubertà, molti ragazzi subiscono un leggero ingrandimento del seno. Per la maggior parte dei maschi, questa condizione, conosciuta come “ginecomastia”, tende a sparire in poco tempo. Circa un terzo dei ragazzi XXY sviluppa i seni all’inizio dell’adolescenza in maniera più evidente rispetto ai coetanei, cromosomicamente normali. Nei ragazzi XXY, questa condizione può essere permanente. Tuttavia, soltanto circa il 10 per cento dei maschi XXY ha un ingrandimento del seno abbastanza grande da richiedere un intervento chirurgico.

La maggior parte degli adolescenti XXY trae beneficio dalla somministrazione del testosterone tramite un’iniezione ogni due settimane. L’ormone aumenta la resistenza fisica e dà al ragazzo un aspetto più muscoloso e mascolino. (vedi il trattamento del testosterone qui sotto).

L’adolescenza e gli anni del liceo sono difficili per i ragazzi XXY e le loro famiglie, specialmente se si sceglie un indirizzo scolastico in cui l’abilità atletica e la potenza fisica hanno una certa rilevanza. La mancanza di resistenza e agilità, unitamente a difficoltà di apprendimento, può danneggiare il senso di autostima. I compagni di scuola possono inoltre aggravare la situazione ridicolizzando il ragazzo per le sue difficoltà. Anche se i maschi XXY hanno molte caratteristiche in comune, non possono essere considerati come facenti parte di categorie rigide predefinite. Alcuni hanno praticato il gioco del calcio ed uno, in particolare, è un giocatore eccellente di tennis.

Il danneggiamento del senso d’autostima può essere più grave negli adolescenti XXY la cui condizione è stata riconosciuta in ritardo. Gli insegnanti e perfino i genitori possono considerare la loro preparazione scolastica carente come risultato di un carattere pigro e indolente. La mancanza di capacità atletica e la difficoltà di esprimersi correttamente nelle relazioni sociali, può provocare nell’adolescente l’isolamento dai coetanei. Alcuni possono reagire cadendo nella depressione e rifiutando il contatto con la gente. Altri possono provare a cercare di farsi accettare frequentando compagnie pericolose.

Per questi motivi, maschi di XXY che sono diagnosticati durante l’adolescenza possono avere bisogno di un sostegno psicologico

La Sindrome di Klinefelter è inclusa, con il codice RN0690, nell’elenco delle malattie rare allegato al decreto ministeriale 10 maggio 2001, n. 279 “Regolamento di istituzione della Rete nazionale delle malattie rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b,) del decreto legislativo 29 aprile 1998 n.124″, pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 180/L alla Gazzetta Ufficiale n. 160 del 12 luglio 2001. Il decreto, oltre a definire le modalità di esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie per i soggetti affetti da una malattia rara inclusa nell’elenco, prevede specifiche misure volte a sviluppare azioni di sorveglianza e a migliorare gli interventi volti alla prevenzione, diagnosi e terapia, nonché a promuovere la formazione degli operatori e l’informazione di cittadini e associazioni.
Di seguito, se ne illustrano brevemente i contenuti, ma si fa presente che presso il Ministero della Salute è attivo, dal 5 marzo 1999, il sito www.sanita.it/malattie_rare che offre la possibilità di consultare il decreto, formulare osservazioni e proposte, porre quesiti e collegarsi con altri siti d’interesse.

Allo scopo di migliorare l’assistenza e promuovere la circolazione delle informazioni, il decreto istituisce la rete nazionale per le malattie rare, costituita da presidi in possesso di specifici requisiti di esperienza e competenza, appositamente individuati dalle regioni quali centri abilitati ad erogare prestazioni finalizzate alla diagnosi ed al trattamento delle malattie rare e da Centri interregionali di riferimento individuati dal Ministro della Sanità, su proposta della Regione o delle Regioni interessate, d’intesa con la Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, sulla base di criteri concordati in seno alla stessa Conferenza. Ai Centri di riferimento di livello interregionale è affidato, oltre che lo svolgimento delle funzioni tipicamente assistenziali, il coordinamento dell’attività assistenziale dei presidi, rappresentano il fulcro delle attività di sorveglianza e il nodo di smistamento del flusso delle informazioni, sia provenienti da altri Centri ed Organismi, sia dirette alla popolazione e agli operatori.

Al fine di ottenere, a livello nazionale, un quadro complessivo della diffusione delle malattie rare e della loro distribuzione spaziale e temporale, lo stesso decreto ha istituito il Registro nazionale delle malattie rare presso l’Istituto Superiore di Sanità. Le informazioni ottenute attraverso il Registro, che è già operativo, serviranno a migliorare gli interventi assistenziali volti alla tutela dei soggetti affetti da malattie rare e cooperare alle iniziative di livello internazionale.

Si auspica che i maschi XXY comincino il trattamento del testosterone all’inizio della pubertà. I maschi XXY diagnosticati nell’età adulta possono lo stesso trarre benefici dalla somministrazione dell’ormone. Un trattamento farmacologico a base d’iniezioni di testosterone aumenta la resistenza ed il volume dei muscoli, favorisce l’incremento della produzione pilifera sul corpo e sul viso (barba).

Al trattamento a base di testosterone corrisponde, spesso, un miglioramento dal punto di vista psicologico. Cominciano a sviluppare un aspetto più maschile ed il senso d’autostima tende ad aumentare. Molti diventano più energici e smettono d’avere cambiamenti repentini d’umore. Quello che ancora non è chiaro è se questi cambiamenti psicologici, sono il risultato diretto del trattamento del testosterone o sono una conseguenza del riconoscimento delle proprie qualità di maschio cui consegue l’aumentato senso d’autostima. Nel gruppo, i ragazzi XXY tendono a soffrire di depressione perché, dal confronto con i coetanei, risultano loro più evidenti le difficoltà d’apprendimento. I bruschi cambiamenti d’umore ed i comportamenti collerici sono tipici atteggiamenti delle persone depresse.

Altri benefici del trattamento del testosterone possono includere un’esigenza minore di sonno dal punto di vista quantitativo, una più gran capacità di concentrazione ed un rapporto migliore col prossimo. Per trarre beneficio dal trattamento, un maschio XXY deve essere costante.

A volte, gli adolescenti, che possono essere in qualche modo immaturi, rifiutano trattamenti che necessitano iniezioni. La maggior parte dei medici si limita ad informare gli adolescenti XXY ed i loro genitori, circa i benefici delle iniezioni del testosterone lasciando a loro la decisione se iniziare una terapia.

Gli individui possono reagire al trattamento del testosterone in modo differente. La maggior parte dei maschi XXY trae beneficio dal testosterone, ma, alcuni, possono non notare miglioramenti significativi. Per accertarsi che le iniezioni forniscano il massimo beneficio, i maschi XXY che sono decisi a cominciare le iniezioni del testosterone dovrebbero consultare un endocrinologo qualificato che abbia esperienza nel curare i maschi XXY.

La forma più diffusa di trattamento sostitutivo prevede la somministrazione per via intramuscolare di testosterone enantato o cipionato. Il dosaggio tipico somministrato ad un adulto, allo scopo di mantenere livelli plasmatici normali dell’ormone, è di 200 mg ogni due settimane. Quando il trattamento è iniziato durante la pubertà il dosaggio è più basso, cioè 50-100 mg ogni due settimane fino al raggiungimento dell’età adulta.

Gli effetti secondari delle iniezioni del testosterone sono pochi. Alcuni individui possono sviluppare una reazione allergica secondaria sulla parte del corpo dove si fa l’iniezione: un gonfiore simile ad un morso di zanzara. L’applicazione di una crema prescritta dal medico a base di cortisone sulla zona interessata potrà ridurre il gonfiore.

Le iniezioni del testosterone possono anche provocare l’iperplasia prostatica benigna (BPH). Questa circostanza è comune anche in maschi cromosomicamente normali, interessa più del 50 per cento degli uomini dai sessant’anni in poi; nei maschi XXY che s’iniettano il testosterone, l’iperplasia prostatica benigna, comincia precocemente, dopo i 40 anni. La prostata aumenta di formato, a volte comprimendo la vescica e questo crea delle difficoltà ad urinare “gocciolando” e subentra il bisogno di urinare frequentemente. I maschi XXY che fanno una cura d’iniezioni di testosterone dovrebbero concordare con i medici un programma normale d’esami della prostata.

Possono esserci delle variazioni nel conteggio del cromosoma XXY. Il più comune è il mosaicismo di XY/XXY in cui alcune cellule hanno il cromosoma supplementare di X ed altre no. La percentuale delle cellule che contengono il cromosoma supplementare varia da caso a caso. In alcuni casi, i mosaici di XY/XXY possono avere abbastanza cellule normali nei testicoli da consentire di generare i bambini.

Sono stati segnalati nella letteratura medica anche persone con 2, 3, 4 cromosomi sovrannumerari XXY, XXXY, o XXXXY. In questi individui, le caratteristiche della Sindrome di Klinefelter possono essere più evidenti, con un quoziente d’intelligenza basso medio o grave. Nei casi rari, un individuo può possedere sia un cromosoma X supplementare sia un cromosoma supplementare di Y.

Non c’è riscontro che i maschi XXY siano più propensi verso l’omosessualità rispetto ad altri uomini. L’unica differenza sessuale rilevante fra giovani uomini XXY ed altri ragazzi coetanei, consiste in una libido più moderata (i maschi di XXY possono avere meno interesse per il sesso). Tuttavia le iniezioni del testosterone fatte in maniera costante possono portare ad un tasso d’interesse sessuale standard.

La maggior parte dei maschi XXY non produce abbastanza sperma da consentir loro di diventare padri biologici. Questi uomini e le loro mogli se desiderano diventare genitori, dovrebbero consultare il medico di famiglia per quanto riguarda i metodi usati in caso di sterilità.

Nessun uomo XXY dovrebbe presupporre automaticamente d’essere infertile senza un’ulteriore prova. In alcuni casi, i maschi XXY hanno potuto generare i bambini. In più, alcuni individui che credono di essere maschi XXY possono in realtà essere mosaici di XY/XXY. Se il numero di cellule XY nei testicoli è abbastanza grande, l’individuo potrebbe generare i bambini. Il metodo usato tradizionalmente per identificare il conteggio dei cromosomi dell’individuo può a volte non riuscire ad identificare i mosaici XXY/XY. Per questo motivo il cariotipo non dovrebbe essere usato mai per predire l’infertilità di un individuo.

I maschi XXY hanno maggiori possibilità d’incorrere in alcuni problemi di salute:Malattie autoimmunitarieI maschi XXY hanno un rischio maggiore, rispetto ad altri, di disordini autoimmunitari. In queste malattie, il sistema immunitario, per i motivi sconosciuti, attacca gli organi del corpo o i tessuti. I casi più noti di queste malattie sono il diabete del tipo I (dipendente dell’insulina), lupus eritematoso sistemico e artrite rematoide. Il meccanismo patogeno non è chiaro, ma potrebbe essere associato ai livelli di testosterone e d’estrogeni. Si ritiene, infatti, che gli androgeni esercitino un’azione protettiva nei confronti dei processi autoimmunitari falicitati dagli estrogeni. I pazienti con Sindrome di Klinefelter presentano non solo una riduzione del livello di testosterone, ma anche un aumento dei livelli sierici d’estradiolo. Le malattie autoimmunitarie, peraltro non si manifestano con frequenza in pazienti affetti da altre sindromi da ipogonadismo perciò è probabile che l’autoimmunità sia direttamente correlata alla presenza del cromosoma X in eccesso. La maggior parte di queste patologie possono essere trattate con i farmaci. Secondo alcune indicazioni il testosterone migliorerebbe la funzione immunitaria. A. Bizzarro e collaboratori, ad esempio, hanno osservato che pazienti affetti da Sindrome di Klinefelter con episodi acuti d’artrite reumatoide rispondono favorevolmente al trattamento sostitutivo con testosterone, che determina un aumento dei livelli di linfociti T suppressor, riduzione della velocità d’eritrosedimentazione, attenuazione dei sintomi.Malattie EndocrineNei pazienti con Sindrome di Klinefelter l’incidenza di diabete mellito è superiore alla norma. In uno studio, l’8% dei pazienti XXY era affetto da diabete clinicamente evidente; mentre il 29% dei pazienti presentava un diabete chimico, come indicato da risultati alterati di test di tolleranza glucidica. L’insorgenza del diabete è in genere, graduale e i sintomi sono lievi. I meccanismi responsabili dello sviluppo del diabete nei pazienti affetti da XXY non sono noti.OsteoporosiGli androgeni stimolano la formazione d’osteoide e la mineralizzazione ossea. Nella Sindrome di Klinefelter, così come in altre sindromi da ipogonadismo maschile, il deficit d’androgeni rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo d’osteoporosi. In una percentuale pari fino al 50% dei pazienti affetti da Sindrome di Klinefelter la densità minerale ossea è del 12-15% inferiore alla norma. Secondo studi condotti da A. Kubler e collaboratori, la terapia con testosterone può aumentare la formazione d’osteoide e favorire la mineralizzazione ossea, ma solamente se iniziata prima dei 20 anni d’età. Quando il trattamento è iniziato o continuato più tardi i maggiori benefici riguardano la prevenzione del deterioramento osseo, e probabilmente delle fratture in età più avanzata.CarcinomiIl carcinoma della mammella, responsabile dello 0,5% di tutti i carcinomi che colpiscono soggetti di sesso maschile, è almeno 20 volte più frequente in soggetti con Sindrome di Klinefelter. Pertanto la SK potrebbe essere considerata un fattore predisponente allo sviluppo di neoplasia. Pazienti con Sindrome di Klinefelter presentano con maggior frequenza anche un’altra forma rara di carcinoma, cioè il tumore extragonadico a cellule germinali. Anche se non è stato finora possibile identificare una relazione di causa-effetto, si ritiene che la trasformazione maligna delle cellule germinali possa essere correlata alla persistente elevazione dei livelli di gonadotropine. Pertanto sarebbe bene che i pazienti affetti da Sindrome di Klinefelter facciano controlli anche mediante autopalpazione dei seni.Disturbi PsichiatriciLa maggior parte dei pazienti con Sindrome di Klinefelter presenta un’intelligenza media o superiore alla norma. Solo circa il 20% presenta punteggi inferiori a 90 ai test standard di valutazione dell’intelligenza. Ciò nondimeno, è noto che ragazzi XXY tendono ad avere scarsi risultati scolastici. Anche se i punteggi complessivi d’intelligenza possono essere compresi nel normale range di variabilità, questi ragazzi tendono a presentare bassi punteggi di valutazione delle funzioni verbali, della memoria uditiva a breve termine, e scarse capacità di recupero e d’utilizzazione delle informazioni immagazzinate. In molti casi il problema è aggravato dalla presenza di difficoltà linguistiche e verbali o da sviluppo ritardato o da dislessia. Inoltre è stato osservato che i pazienti affetti da Sindrome di Klinefelter possono avere predisposizione per disturbi psichiatrici quali l’ansia, nevrosi, psicosi e depressione. Va tuttavia sottolineato come l’associazione d’aspetto fisico non virile, scarso coordinamento motorio, difficoltà di linguaggio e di memoria possa ovviamente avere significative conseguenze sull’autostima del paziente e contribuisca a generare ansia e insicurezza. L’osservazione che i soggetti con cariotipo 48, XXXY 48, XXYY o 49, XXXXY 49, XXXYY presentano difficoltà più marcate a livello psicologico, neurologico o psichiatrico, suggerisce l’esistenza di una correlazione tra questo tipo di disturbi e la presenza dei cromosomi X sovrannumerari.

Si conosce poco circa gli adulti XXY. Gli studi negli Stati Uniti, si sono svolti in gran parte sui maschi XXY identificati nell’infanzia mediante una scelta a campione fatta a caso in base a determinate caratteristiche fisiche o comportamentali. Soltanto alcuni di questi individui hanno raggiunto l’età adulta; la maggior parte sono ancora nell’adolescenza. Inoltre pochi studi su persone XXY diagnosticati nell’età adulta sono stati intrapresi. Generalmente, gli uomini che hanno partecipato a questi studi non sono stati selezionati a caso ma sono stati identificati da una caratteristica particolare, quale l’altezza. Per questo motivo, non si sa se, questi individui, possono considerarsi rappresentativi degli uomini di XXY in generale o semplicemente rappresentano un segmento particolare.

In generale, considerata la variabilità d’espressione clinica e d’evoluzione della Sindrome, è importante fornire ai pazienti ed ai familiari informazioni adeguate e strutture di supporto, non appena si è a conoscenza della diagnosi. Il trattamento sostitutivo con testosterone non può correggere tutti gli aspetti della Sindrome di Klinefelter, ma è in grado di ottenere significativi effetti benefici. Se sono trattati fin dalla pubertà, i pazienti possono evitare di andare incontro ad una vita piena di problemi fisici e psicologici.


Quest’articolo è basato sulle informazioni NICHD (una parte del NIH),
Dott. Arthur Robinson dell’Università di Scuola Medica del Colorado a Denver.
Dott. Cynthia M. Smyth dell’Università di Washington.
Dott. A.J. Reiss del Department of Psychiatry and Behavioral Sciences,
Stanford University School of Medicine - Stanford.

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